sabato 28 febbraio 2015

TUTTE LE VOCI DI ANNE MARIE SAUZEAU. LA GNAM DI ROMA DEDICA UNA GIORNATA ALLA POLIEDRICA FIGURA


    
 

TUTTE LE VOCI DI ANNE MARIE SAUZEAU. LA GNAM DI ROMA DEDICA UNA GIORNATA ALLA POLIEDRICA FIGURA, EX COMPAGNA DI BOETTI

   
   
 
pubblicato giovedì 26 febbraio 2015

Anne Marie Sauzeau, scomparsa nel 2014, è conosciuta ai più in quanto moglie di Alighiero Boetti, ma è stata molto altro: professoressa, scrittrice, critica militante, femminista, storica dell’arte, curatrice, giornalista, editrice e persino stilista. Laureatasi alla Sorbonne con una tesi su Jane Austen, conosce Alighiero nel 1962 in Provenza, e dopo appena due anni sono sposati. Da subito Anne Marie diventa una figura indispensabile per l’artista torinese, avviando insieme a lui diverse collaborazioni e sancendo così un profondo sodalizio di arte e vita. 
La Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, in collaborazione con l’Archivio Alighiero Boetti, da spazio a questa donna incredibile organizzando "Anne Marie ritratto a più voci”, un’intera giornata a lei dedicata. Domani una serie di contributi dal mondo dell’arte, del cinema, della politica, del giornalismo, della letteratura, della musica e del teatro testimonieranno la sua attività. L’incontro, che avrà inizio alle ore 11 e terminerà alle 18, si articolerà in due fasi, la mattina di parlerà di femminismo e filosofia di scuola francese, mentre il pomeriggio sarà dedicato al lavoro di curatore e critico.
Le "voci” che animeranno questo interessante talk, Jean Christophe AmmannMatteo Boetti, Laura Cherubini, Alessandra Mammì, Maria Vittoria Marini Clarelli, Paola Pitagora, Giorgio Verzotti, solo per citarne alcuni, con lo staff dell’Archivio Boetti (Accorsi, Giaccone, Mercanti, Niccolini) cercheranno di raccontare la personalità versatile di Anne Marie Sauzeau e il suo prezioso contributo oltre all'opera del compagno, e alla scena culturale della sua epoca. Appuntamento alla Sala del Mito. (Giulia Testa)

Giorgio Morandi 1890 - 1964 COMPLESSO DEL VITTORIANO, ROMA

27/2/2015

Giorgio Morandi 1890 - 1964

COMPLESSO DEL VITTORIANO, ROMA

L'esposizione documenta la vicenda artistica del pittore attraverso un numero cospicuo di opere che provengono da istituzioni pubbliche e da collezioni private. Accanto ai dipinti ad olio, circa 100, sono riuniti in un percorso di lettura critica anche le incisioni.

COMUNICATO STAMPA
L’esposizione documenta la vicenda artistica del pittore bolognese attraverso un numero cospicuo di opere di grande rilevanza che provengono da importanti istituzioni pubbliche e da prestigiose collezioni private, inclusi alcuni capolavori meno noti al grande pubblico concessi eccezionalmente in prestito e accostati in modo inedito secondo un progetto mirato, pensato appositamente da Maria Cristina Bandera per questa occasione romana. 

Roma accoglie l’opera di Giorgio Morandi dopo la mostra postuma curata da Cesare Brandi alla Gnam di Valle Giulia nel 1973, con una esposizione straordinaria che conferma l’attenzione del Vittoriano per la pittura italiana del Ventesimo secolo. Un percorso iniziato nel 2012 con Renato Guttuso, proseguito nel 2013 con la mostra dedicata a Cézanne e ai pittori italiani che dal padre dell’impressionismo trassero ispirazione e nel 2014 con la mostra “Mario Sironi. 1885-1961”. 

L’organizzazione generale è di Comunicare Organizzando. 

Affidata a Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione Longhi e specialista di Morandi a cui si devono le ultime grandi mostre internazionali (New York, Metropolitan Museum, 2008; Bologna, MAMbo, 2009; Lugano, Museo d’Arte della Città, 2012; Bruxelles, Bozar, 2013), la rassegna ripercorrerà l’intero cammino dell’artista, attraverso una nutrita selezione di opere. 

Accanto ai dipinti ad olio – circa 100 – saranno riunite in un percorso di lettura critica anche le opere incisorie, attestazione di una attività non secondaria ma parallela a quelle pittorica che valse a Morandi nel 1953 il riconoscimento internazionale del Gran Premio per l’Incisione alla Biennale di San Paolo in Brasile. Le incisioni saranno eccezionalmente affiancate dalle rispettive matrici in rame provenienti dall’ Istituto Nazionale per la Grafica, abitualmente non esposte al pubblico per ragioni conservative. Sarà inoltre presente una sezione notevole di finissimi disegni e di acquerelli, vere e proprie opere autonome dall’asciuttezza espressiva e esiti assoluti della ricerca costante di essenzialità di Morandi. 

Le opere provengono da importanti musei – tra cui il Museo Morandi, l’istituzione ufficiale dell’artista bolognese, il Centre Pompidou (Parigi), i Musei Vaticani, la GAM – Galleria Comunale d’Arte Moderna (Roma), la Galleria degli Uffizi (Firenze), la Pinacoteca di Brera (Milano), il MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea (Rovereto), la Pinacoteca Nazionale di Siena, il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi (Cortina d’Ampezzo), la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli del Castello Sforzesco (Milano) – da Fondazioni importanti come la Fondazione Longhi (Firenze), la Fondazione Magnani Rocca (Mamiano di Traversetolo, Parma) e la Fondazioni Spadolini(Firenze), e da prestigiose collezioni private. Nel percorso espositivo sono previste anche due sezioni con documenti d’archivio dedicate ai rapporti epistolari e critici di Morandi con Roberto Longhi e Cesare Brandi, i due grandi storici dell’arte che per primi sottolinearono l’importanza dell’opera di Morandi. 

Ufficio Stampa Comunicare Organizzando 
Paola Polidoro Tel. ++39 06 3225380, E-mail p.polidoro@comunicareorganizzando.it 

Inaugurazione 27 febbraio 
Conferenza stampa 27 febbraio alle 11 

Complesso del Vittoriano 
via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) - Roma Lazio Italia 
Orari: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 22.00; domenica 9.30 – 20.30 
Ingresso: intero 12 euro, ridotto 9 euro

Salvatore Attanasio Avitabile

28/2/2015


GALLERIA D'ARTE CONSORTI, ROMA

Opere pittoriche appartenenti al ciclo delle 'Forme Condizionate'. Hanno per tematica analisi introspettive, animate dalle problematiche del proprio vissuto.

COMUNICATO STAMPA
a cura di Paola Consorti 

“Forme condizionate” è il titolo della personale di Salvatore Attanasio Avitabile che si terrà dal 28 Febbraio al 07 marzo 2015 alla Galleria Consorti in via Margutta 52/a in Roma. La mostra a cura di Paola Consorti presenta una selezione di opere recenti tutte appartenenti al ciclo delle ”Forme Condizionate”, sintesi del suo trentennale percorso artistico. Una tematica strettamente personale che ha radici nelle profonde analisi introspettive, animate spesso dalle problematiche del proprio vissuto. 

Una pittura di necessità quindi, dove i lunghi anni di sperimentazione fioriscono su grandi tele colorate come “strumenti espressivi” che Avitabile nel corso dei decenni ha sviluppato in una serie di interessanti cicli pittorici ( “Sezioni di Memoria”, “Indagini Cromatiche”, ”Deframmentazioni Cromo Strutturali”) apparentemente distinti tra loro ma che hanno come unico filo conduttore la ricerca interiore e l’indagine dei fattori esistenziali che condizionano la vita in ogni suo aspetto e che, in queste opere ultime, tendono ora a convergere ed interagire a sostegno di una più intensa e personale esigenza analitica. 
Salvatore Attanasio Avitabile 

Pittore, scultore, disegnatore. Nasce a Piano di Sorrento il 4 Aprile 1972, artista da tre generazioni, inizia il suo percorso giovanissimo. La primissima produzione di rilievo risale al 1980 con una serie di paesaggi fantastici di forte matrice espressionista, guarda alla scuola di Posillipo senza però subirne l’influenza, intensifica infatti lo studio del colore, passando dalle tempere su carta, alla tecnica ad olio su tela. Dai primi anni novanta terminati gli studi tecnici, per oltre un decennio affronta numerosi viaggi in giro per il mondo navigando come Ufficiale Capitano di Macchina, e continuando parallelamente la sua ricerca pittorica, studia da autodidatta, nei musei di Parigi, Anversa, Madrid, Sidney, Malta, New York, Barcellona città dove ha soggiornato per brevi periodi. Esordisce a Sorrento nel 1997 con la sua prima mostra personale, Dal titolo “ Il Cammino di Alan” in seguito da’ luogo ad una sperimentazione intensa e creativamente vivace che lo pone all’attenzione di critici e giornalisti napoletani, vengono pubblicate le prime recensioni critiche e lusinghieri articoli sui giornali locali. Due anni dopo invitato dal Comune di Pietrastornina realizza un dipinto per la Pinacoteca comunale: è il primo di una serie di committenze pubbliche e private. Frequenta l’ambiente artistico Partenopeo dove, conosce Salvatore Emblema e più tardi Nicola Gambedotti che lo inizierà alla tecnica dell’incisione, con loro nel 1999 parteciperà alla sua prima collettiva importante a Lugano. Determinato nella sua vocazione artistica, nel 2004 si trasferisce a Civitavecchia dove allestisce una casa studio nel cuore del centro storico. Seguono numerose mostre con Gallerie e Musei comunali nelle più importanti città Italiane. Recenti mostre di rilievo a Torino “GAM”, Padova “Fiera”, Genova “Il Cancello” Roma “Palazzo Margutta”, Civitavecchia “Museo del Mare”, New York “Expo”, “Museo Civico” Fossato di Vico, Museo Mitt di Torino ed altre. Parallelamente ha partecipato ad alcune produzioni teatrali e cinematografiche italiane come attore e figurante. 

Dopo le sperimentazioni degli anni novanta, iniziano i cicli pittorici come “le colazioni” e le “sezioni di memoria” fino a giungere alla fortunata serie delle “A Hearty Laugh” le recentissime “Forme Condizionate” 
Instancabile disegnatore, con la sua opera grafica è presente in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. 
Attualmente si dedica integralmente alla sua ricerca artistica 

Inaugurazione 28 febbraio ore 18.00 

Galleria d'Arte Consorti 
via Margutta, 52/a Roma 
tutti i giorni 10.30-13 e 16-19.30 
ingresso libero

Carla Accardi

28/2/2015


VALENTINA BONOMO, ROMA

Accordi / Accardi. Dodici dipinti di medie e grandi dimensioni con colorazioni in cui e' possibile notare l'intrecciarsi di variazioni. Le opere si presentano come un insieme di piu' elementi che si completano l'un l'altro.

COMUNICATO STAMPA
La Galleria Valentina Bonomo è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra di Carla Accardi presentata da Laura Cherubini, sabato 28 febbraio 2015 dalle ore 18 alle ore 21, in via del portico d'Ottavia 13 a Roma.

Questa mostra, rispetta il progetto originale di Carla Accardi e presenta opere realizzate appositamente per la Galleria Valentina Bonomo.

L’esposizione raccoglie una selezione di opere frutto dell’ ultimissima produzione. Si tratta di dodici lavori di medie e grandi dimensioni, che hanno come comune denominatore le particolari colorazioni, in cui è possibile scrutare l’intrecciarsi di accordi e variazioni. Molte delle opere esposte si presentano come un insieme di più elementi che si completano l’un l’altro, da qui il titolo della mostra “Accordi - Accardi”.
Fra gli altri si distingue l’opera intitolata “Illusione”, in cui dodici elementi, ognuno de i quali caratterizzato da una tint a cromatica differente, creano eleganti ritmi e alternanze nel segno e nei tratti cromatici, inserendosi in una dimensione che taglia architettonicamente la parete, creando uno scambio oscillante tra l’opera stessa e lo spazio.
Queste opere di Accardi, pur mostrando un carattere di novità, mantengono una continuità con il lavoro precedente. In esse, infatti, si ritrova la tensione tra la vitalità del segno e la materia del supporto.
Accardi ha definito una sua calligrafia pittori ca inconfondibile: l’automatismo segnico. Gli iniziali segni bianchi su fondi neri si colorano in seguito di tinte e forme diverse: questi resteranno il suo marchio inconfondibile. Lei li battezzò lavori “autorigenerativi”. Nel suo studio romano, punto d’incontro del mondo dell’arte e della cultura, in un ordine impeccabile che poco si addice allo studio di un artista, con la precisione di un'artigiana professionista, Carla Accardi dipingeva le sue tele, ferme nel tempo, nella tecnica, nelle forme di sempre.

Carla Accardi , ( Trapani , 9 ottobre 1924 – Roma , 23 febbraio 2014 ), protagonista dell’arte italiana tra il XX e XXI sec., dopo esse rsi diplomata all’Accademia di Belle A rti di Palermo si trasferisce a Roma e fonda nel 1947 il gruppo “Forma 1” con Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perrilli, Sanfilippo e Turcato. Nasce così l’astrattismo. Nel 1954 intraprende una ricerca basata su una poetica del segno, che si articola per insiemi di segmenti pittorici bianchi stesi su fondi neri. Dagli anni ’60 approfondisce un linguaggio incentrato sul rapporto segno - colore, accentuando il valore cromatico in bicromie lumine scenti. La ricerca prosegue con la sperimentazione di nuove tecniche e materiali che la portano a superare la superficie piana della pittura: inventa forme spaziali fatte di fogli di sicofoil sui quali si svolgono trasparenti tracciati di colore. Nascono c osì lavori come “Tenda” del 1965, “Rotoli” e “Ambiente Arancio” del 1967. L’interesse per la relazione tra opera e ambiente giunge alla radicalità nel lavoro “Triplice tenda” del 1969 - ‘71, una vera e propria struttura “abitabile” e percorribile dallo spett atore. Negli anni Ottanta avvia una nuova ricerca: nelle sue opere l'utilizzo della tela grezza lascia trapelare gli intrecci di larghi segni colorati, dove diverse stesure cromatiche si giustappongono creando campi energetici di differenti intensità. Part ecipa alle principali rassegne dell’arte italiana e internazionale: Biennale di Venezia (1964, 1976, 1978, 1988), “Avanguardia Transavanguardia 68 - 77” a Roma nel 1982, “Chambres d’Amis” a Gand nel 1986, “Italian Art in 20th Century “ nel 1989 a Londra, “Th e Italian Metamorphosis, 1943 - 1968” nel 1994 al Guggenheim Museum di New York, “Minimalia” a cura di Achille Bonito Oliva nel 1997 - 1999 a Venezia, Roma, New York. Le opere dell’artista sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche e private del m ondo. 

Immagine: Onda d'urto (2013) 80 x 80 cm

Inaugurazione sabato 28 febbraio 2015 ore 18 -21

Galleria Valentina Bonomo
via del portico d'Ottavia 13 – Roma
da martedì a sabato 15:00 - 19:00

Poesia Circolare


MEMORIACINEMA

Ecomuseo informa

MEMORIACINEMA

Rassegna di cinema Documentario e del reale sulla storia delle Genti e dei Territori
Ribelli! (con o senza causa?)gennaio – marzo 2015

Sabato 28 Febbraio 2015 ORE 15:00
USA CONTRO JOHN LENNONdi David Leaf (Usa, 2006)


INGRESSO GRATUITO

Le proiezioni sono precedute e seguite dagli incontri sul cinema documentario
e del reale condotti da PAOLO ISAJA, regista documentarista

Prossimo appuntamento 
sabato 7 Marzo 2015 con SACCO E VANZETTI di G. Montaldo

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Cogliamo l’occasione per ringraziare MARCO BECHIS  per l’incontro con gli spettatori
dell’Ecomuseo avvenuto al termine della proiezione del suo film GARAGE OLIMPO.















E grazie a Dario Bellini che lo ha reso possibile

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Orari del Polo Ostiense 
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Sabato: dalle ore 11,00 alle ore 18,00Da Martedì a Venerdì: visite riservate a gruppi e scuole
Per scuole e gruppi le visite sono per appuntamento su richiesta e prenotazione telefonica

Orari del Polo di Maccarese
Giovedì: dalle ore 17,00 alle ore 19,30
Sabato: dalle 10,30 alle 13,00
Da Martedì a Venerdì: visite riservate a gruppi e scuole
Per scuole e gruppi le visite sono per appuntamento su richiesta e prenotazione telefonica


Informazioni e prenotazioni

Tel e fax: 06 5650609; 06 5651764
cell.: 333 2266927; 338 8572997; 333 2897679
info Maccarese:  3395888686
e-mail:  
crt.ecomuseo@tin.it ; info@ecomuseocrt.it
sito:  
www.ecomuseocrt.it

mercoledì 25 febbraio 2015

Lotta alla Mafia - Sabato 7 marzo a Torino


TIEPOLO TORNA A CASA.

TORNA A CASA TIEPOLO. GLI STATI UNITI RICONSEGNANO ALL'ITALIA UN'OPERA DEL MAESTRO, RUBATA NEL 1982

   
   
 
pubblicato mercoledì 25 febbraio 2015

Un piccolo bottino, di nuovo sotto il cielo d'Italia. Da una parte la pittura del 18esimo di Giovan Battista Tiepolo e della sua La Santissima Trinità appare a San Clemente, dall'altra una statua etrusca risalente al V o VI secolo A.C.
Rubata a Torino da un'abitazione privata, nel 1982, la tela del Tiepolo mentre la statua etrusca mancava dal suolo italiano da qualcosa come 50 anni: era stata rubata, infatti, nel 1964 al Museo Archeologico Oliveriano di Pesaro, e recuperata in una casa d'asta di Manhattan. «Entrambe le opere rappresentano la ricca storia culturale d'Italia e oggi sono restituiti alla loro patria - ha detto l'avvocato del dipartimento di stato Richard Zabel - Per decenni, due pezzi significativi sono stati in fuga. Siamo orgogliosi di essere in grado di restituire questi capolavori di nuovo agli italiani». 
Lo scorso maggio le autorità statunitensi avevano anche riconsegnato alla  Cambogia un'antica statua (risalente al 1400) di un guerriero in arenaria, rubato nel 1972. Nel 1975 era passato da Londra a New York, dove nel 2011 avrebbe dovuto essere battuto da Sotheby's: in quel caso subentrò l'Unesco, sollecitato dallo stato asiatico, per risolvere l'inghippo e restituire il pezzo al suo territorio naturale. Dove saranno depositate, invece, le nostre opere da domani?

venerdì 20 febbraio 2015

DEGRADO BATTE ARTE 2 A 0. CHIUDE I BATTENTI EDICOLA NOTTE, MINI GALLERIA NEL CUORE DI TRASTEVERE

DEGRADO BATTE ARTE 2 A 0. CHIUDE I BATTENTI EDICOLA NOTTE, MINI GALLERIA NEL CUORE DI TRASTEVERE

   
   
 
pubblicato venerdì 20 febbraio 2015

Quando l’arte soccombe al degrado e alla mancanza di legalità. Sospesa la mostra di Marco Tirelli da Edicola Notte a Roma, nel cuore di Trastevere. La più piccola galleria romana, diretta da H.H. Lim, ha visto passare moltissimi grandi artisti, da Kounellis a Pistoletto, passando per molti cinesi fino ai più giovani Micol AssaelGoldiechiari.

Ora, dopo 24 anni di onorata carriera, di fianco allo spazio di Vicolo del Cinque ha aperto una friggitoria in franchising che con le sue insegne ha invaso la vetrina della galleria, unico punto da cui fruire le opere. 

Da anni i comitati di quartiere si battono per risolvere la situazione di caos che popola le vie alle spalle di Piazza Trilussa e non solo, ovunque è un fiorire di nuovi locali e gelaterie tutte uguali, che poco ricordano le vecchie botteghe di cui hanno preso il posto. E proprio mentre si festeggia l’arrivo a Trastevere del gallerista americano Gavin Brown, uno degli spazi storici chiude i battenti, e dopo i traslochi di SALES e Lorcan O’Neill, sembra che la cultura scappi dal distretto trasteverino. (Roberta Pucci)

Paoli si dimette da presidente Siae.


La scelta dopo che la Procura lo indaga per evasione. Beppe Grillo gli telefona: "Ti chiedo scusa se il M5S ti ha suggerito di lasciare l'incarico"
Gino Paoli si dimette da presidente della Siae. L'indagine sui conti in Svizzera che avrebbe nascosto al Fisco, l'ha indotto a disfarsi dal ruolo pubblico di garante dei diritti d'autore per affrontare meglio la difesa dall'accusa di evasione. "Mi ha detto che voleva dimettersi dalla presidenza della Siae", ha detto Andrea Vernazza, legale di Gino
Paoli. Gli ho consigliato di sospendersi in attesa di chiarire tutto". Martedì Gino Paoli sarà a Roma, al consiglio di gestione della Siae, e annuncerà ufficialmente la sua posizione sulla vicenda.

Ieri, poche ore dopo la notizia dell'indagine, il gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera aveva suggerito al cantante di "valutare seriamente le dimissioni dalla sua carica" di presidente della Siae: "Mentre la magistratura indaga su Paoli per presunto trasporto all'estero di denaro, migliaia di artisti non ricevono i compensi che gli spetterebbero, perché trattenuti dalla Siae, che li utilizza anche per compiere operazioni finanziarie".

Oggi, in una telefonata che avrebbe fatto all'amico Paoli, Beppe Grillo si dissocia dal comunicato dei parlamentari del suo partito e chiede scusa per quelle parole: "Io non ho mosso i miei contro Gino Paoli. Come ho scritto, aspetto la magistratura prima di emettere qualunque giudizio, alla faccia degli sciacalli dell'informazione".

L'ultimo rappresentante della scuola dei cantautori genovesi, l'81enne Gino Paoli, si sfoga con il suo avvocato milanese Daria Pesce: "Assurdo che questa vicenda sia finita in pasto al pubblico, e comunque sono tutte balle e lo dimostrerò".

Secondo la procura e la Guardia di finanza genovesi, Paoli custodisce in un conto svizzero circa due milioni di euro. Una parte di questo denaro, in base ad una serie di intercettazioni telefoniche con il suo ex commercialista, sarebbe il frutto
 di pagamenti in nero per concerti tenuti a varie serate svoltesi in tutta Italia della festa dell'Unità.

A Paoli viene contestato di aver nascosto, nella dichiarazione dei redditi del 2009, ma relativa al 2008, 800 mila euro, ma l'indagine sembra stia prendendo in considerazione anche anni precedenti.

Il 2 marzo Gino Paoli si presenterà al procuratore aggiunto Nicola Piacente che coordina le indagini, l'occasione per esporre la sua verità.

giovedì 19 febbraio 2015

Ha portato 2 milioni in Svizzera ?

Gino Paoli indagato per evasione fiscale: “Ha portato 2 milioni in Svizzera ?

Gino Paoli indagato per evasione fiscale: “Ha portato 2 milioni in Svizzera”
Cronaca

L'inchiesta è partita da un'intercettazione telefonica registrata durante l'inchiesta su Carige nella quale, secondo la Guardia di Finanza, un commercialista che lavorava per Berneschi parlava con il cantautore del trasferimento del denaro
Perquisizioni della Guardia di Finanza a casa di Gino Paoli, aGenova. Le fiamme gialle si sono presentate all’abitazione nel “Quartiere azzurro” di Nervi intorno alle 7, nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale. Le indagini si concentrano su 2 milioni di euro che l’autore di Sapore di sale e Il cielo in una stanza avrebbe portato in Svizzera, sottraendoli così al fisco italiano. L’inchiesta nasce da alcune intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi truffa ai danni di banca Carige. Nell’inchiesta gli inquirenti ascoltano le telefonate del commercialista Andrea Vallebuona, professionista del quale si è avvalso anche l’ex presidente di Carige Giovanni Berneschi, che parla con il cantautore, suo cliente. Nelle telefonate i due parlerebbero di trasferire i soldi (circa due milioni di euro) in Svizzera attraverso il Centro fiduciario di Carige. Vallebuona era finito in carcere nell’inchiesta Carige. Il trasferimento risale, secondo la Procura, al 2008: i soldi non sono stati scudati né sono stati oggetto di dichiarazione di reddito. L’evasione fiscale, secondo gli investigatori, ammonterebbe quindi a circa 800 mila euro e non sarebbero stati dichiarati nel 2009. Gli inquirenti vogliono capire in quale banca svizzera sarebbero stati portati i soldi, per questo sono in corso le perquisizioni. Paoli, attuale presidente della Siae, di simpatie di sinistra, è stato tra l’altro deputato indipendente nel Pci. Di recente era tornato “alla ribalta” anche per essere vicino “di villa” a Malindi, in Kenya, di Beppe Grillo.

martedì 17 febbraio 2015

P U L C I N E L L A NELL’ARTE: IL MITO, LA STORIA, L’ATTUALITA’.





Pulcinelli acrobati
Giandomenico Tiepolo  (Zianigo, 30 agosto 1727  Venezia, 3 marzo 1804 – 



E’ la maschera che impersona il simbolo universale della napoletanità, di cui incarna l’esuberanza, il  potere comunicativo della mimica e del canto, lo spirito ironico, il cuore generoso, la filosofia pratica e disincantata.


La maschera di Pulcinella è stata rappresentata da molti validi artisti come Giandomenico Tiepolo (Zianigo, 30 agosto 1727 – Venezia, 3 marzo 1804) che nel 1791 a Zianigo affrescò la villa di famiglia con opere come “Pulcinelli Acrobati” e produsse una serie di disegni dedicati al “Divertimento per li ragazzi, carte n.104”, riprendendo il personaggio di Pulcinella, e facendo la parodia della società veneziana. La figura di Pulcinella in questa raccolta di disegni appare  spettrale, disorientato e beffardo, ma immerso nel contesto della realtà del Settecento. Giuseppe Bonito  (Castellammare di Stabia, 1707  Napoli, 19 maggio 1789), un pittore del periodo Rococò, nella sua opera “Mascherata con Pulcinella”, oggi al Museo di Capodimonte di Napoli, dà vita ad un’opera di genere popolaresco con un forte chiaroscuro applicato in maniera personale dipingendo un ritratto della sua città e del suo tempo. Cuono Gaglione, nato ad Acerra nel 1947, ha dipinto un “Monumento a Pulcinella”, una sorta di insolita natura morta, un’accumulazione di grandi maschere e decine di figure di Pulcinella come marionette senz’anima.  Ad Acerra c’è un Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà contadina, sito in un’ala del Castello appartenuto ai feudatari della città, tra aratri e vecchie suppellettili, si è cercato di far rivivere il folklore e la cultura contadina di Terra di Lavoro, l' antica Liburia, da cui ebbe origine la maschera di Pulcinella, a cui è dedicata una sezione dell' esposizione. Anche nel cuore del centro storico di Napoli, in uno dei palazzi  barocchi più  rinomati, vi è la Casa  Museo di Pulcinella dedicato alla più famosa tra le maschere italiane della commedia dell’arte, caratterizzato da un costume bianco con camicione e larghi pantaloni da servo, con un cappello a pan di zucchero, da una mezza maschera scura, con il naso adunco e doppia gibbosità, buffo e allampanato, con la voce chioccia, dall’uso del dialetto napoletano e dall’inclinazione alla danza, a una comicità leggera e a un accentuato gioco mimico.

Pulcinella è un mixer di comicità e tragedia, di buffonaggine e di filosofia, di esuberanza verbale e di pigrizia, di irriverenza verso ogni istituzione e servilismo per poter sopravvivere, una figura ambivalente di ciò che vuole diventare un essere umano e di ciò che un essere umano combatte in sé e negli altri. E’la personificazione comica dell’abbandono popolaresco a tutti gli istinti peggiori come la golosità, il furto, la furbizia il dolce far niente, la lascivia, l’incoerenza, l’opportunismo, la menzogna ed il pettegolezzo svelando qualsiasi segreto e mettendone tutti al corrente da dove deriva  la famosa locuzione in uso “il segreto di Pulcinella”. Il suo cognome è Cetrulo, cioè citrullo, una variante di origine napoletana della parola cetriolo,  proprio con il significato di persona sciocca che agisce con poco cervello Naviga sempre in un mare di guai e le sue avventure, anzi disavventure, si concludono  col  prendere tante bastonate, anche quando comincia lui a darle. Questa maschera è stata adottata da altre culture europee con denominazioni variamente derivate come Polchinelle in Francia e Punch in Inghilterra.

Secondo la tradizione, è nato ad Acerra, un paese in provincia di Napoli di antichissime origini e tuttora fiorente mercato agricolo. La leggenda legata alle sue origini si riferisce ad un racconto attribuito all’abate Ferdinando Galiani, letterato ed  economista ( Chieti 1728 – Napoli 1787 ),  il suo nome deriva  da Puccio d’Aniello, che era un contadino di Acerra. Un giorno, mentre questi stava vendemmiando allegramente, anche per le abbondanti bevute di vino consumate assieme ad altri contadini sia maschi che femmine, passò di lì una compagnia di Commedianti che “ si videro inaspettatamente sorpresi dai saluti contadineschi, dai loro motti e dai loro frizzi  e…..cominciarono a difendersi e rispondere alle beffe di quelli.”. Puccio d’Aniello che aveva il naso lungo e la faccia annerita dal sole si mostrò particolarmente faceto,  di spirito arguto e capace di deridere e beffare i Commedianti riuscendo “di sopraffarli ond’essi con somma vergogna non seppero trovar miglior difesa, che quella di partirsene.”  In realtà i teatranti si erano divertiti molto negli scontri verbali, legati  nel  sud ai rituali stagionali d’insulto non solo durante la vendemmia, ma anche durante la mietitura, la raccolta delle olive e di altri prodotti della terra. Così chiamarono nella loro compagnia comica quel contadino così faceto ed arguto che incontrò ad ogni rappresentazione il favore del pubblico dando vita alla maschera di Pulcinella come tipo fisso teatrale.

  L’origine teatrale del personaggio nell’ambito della Commedia dell’Arte, secondo le fonti storiche più accreditate, si fa risalire all’attore Silvio Fiorillo che, partendo da Napoli nel 1584, a capo di una sua compagnia, e girando per altre città italiane, rese famoso il capitano spagnolo Matamoros, ma dal 1621, tornato a Napoli comincia ad intepretare la maschera di Pulcinella, ripresa dalla tradizione popolare ed elevata a personaggio teatrale. Anche Eduardo De Filippo (1900-1984) vestì spesso i panni di Pulcinella, soprattutto all'inizio di carriera. Massimo Ranieri (1951), nella stagione teatrale 1986-87 è stato un raffinato interprete dello spettacolo teatrale "Pulcinella" di Maurizio Scaparro. Massimo Troisi (1953-1994) fu anche lui un buon Pulcinella, con il film di Ettore Scola Il viaggio di Capitan Fracassa del 1990 portando la sua versione della maschera napoletana sul grande schermo. Pino Daniele (1955-2015) nel suo album d'esordio Terra mia (1977) interpreta nel brano Suonno d'ajere la parte di un Pulcinella malinconico e rabbioso che, toltosi la maschera, pensando al dolore dei poveri e dei diseredati, medita un'azione di rivolta.
Pulcinella, pur avendo tanti difetti, alla fine è proprio lui che impersona il simbolo universale della napoletanità, di cui incarna l’esuberanza, il  potere comunicativo della mimica e del canto, lo spirito ironico, il cuore generoso, la filosofia pratica e disincantata.

                                                                                            Anna Iozzino 
                                                                                          Storica dell'arte



Gino Severini - Pulcinella e la sua famiglia


Giuseppe Bonito - Mascherata con Pulcinella


Picasso - Costume di scena