sabato 23 febbraio 2013

MEMORIACINEMA 2013



Rassegna di Cinema Documentario a del reale
sulla storia delle Genti e dei Territori
 
 
Cinebiografie
 
 
SABATO 23 FEBBRAIO ore 15,00
Doc Autori / Alina Marazzi
Vogliamo anche le rose (2007)
 
 
DOMENICA 24 FEBBRAIO ore 10,30
Essai Ritorni / Robert Guediguian
Le passeggiate al Campo di Marte (2004)
 
AL TERMINE DELLE PROIEZIONI
Incontri sul Cinema Documentario e del reale con Paolo Isaja 
 
 
 
 
 
L'ngresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito. 
 
 
Sala Visioni dell' ECOMUSEO DEL LITORALE ROMANO 
via del Fosso di Dragoncello 172 (Area Impianto Idrovoro Ostia Antica) 
 
 
 
 
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CRT - Cooperativa Ricerca sul Territorio
Ecomuseo del Litorale Romano
[Tel] +39 3388572997 / + 39 06 5650609
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martedì 19 febbraio 2013

Mangiare Bene Risparmiando



Il segreto per risparmiare in cucina è fare attenzione a tutti gli aspetti che caratterizzano la cottura e la conservazione dei cibi.

Semplici azioni quotidiane che aiutano a evitare sprechi e contribuiscono inoltre alla salvaguardia dell’ambiente.

Soffermiamoci dunque su qualche accorgimento.

- Il primo consiglio unisce l’utile al dilettevole: utilizzando sempre i coperchi sulle pentole e prediligendo, nello specifico, quelli dotati degli appositi forellini, eviterete la fuoriuscita dei liquidi in cottura. Il risparmio sarà doppio: il piano cottura si sporcherà di meno, quindi risparmierete tempo, fatica e detersivo.
- Qualora dobbiate preparare pietanze in forno, abbiate cura di organizzarvi al fine di cucinare più piatti contemporaneamente: il dispendio di energia sarà minore.
- Per fare in modo che il frigorifero non lavori troppo per raffreddare, posizionatelo, possibilmente, distante dal forno o dal piano di cottura.
- Di tanto in tanto è bene spolverare il retro del frigorifero e le relative spine, affinché il condensatore espelli più velocemente il calore.

E ora, assaporiamo un’anteprima di primavera con i colori di questo piatto genuino e colmo di vitamine, lasciandoci travolgere dalla morbidezza del gusto vellutato!

Roll di spinaci con cuore di prosciutto crudo

Tempo: 40 minuti
Difficoltà: Facile

Ingredienti:

- 1 confezione di Prosciutto Crudo
  Stagionato Fette Fresche Raspini
- 3 uova
- spinaci freschi
- formaggio fresco spalmabile
- olive verdi denocciolate
- formaggio grattugiato
- olio, sale, pepe e noce moscata

Preparazione: Lavate gli spinaci e fateli cuocere in una padella con 1 pizzico di sale e ½ bicchiere di acqua. Saranno sufficienti circa 10 minuti di cottura con coperchio.

Una volta cotti, strizzateli bene e tritateli con l’ausilio di un mixer. Sbattete ora, in una ciotola, le uova, aggiungendo un pizzico di sale, la noce moscata, il formaggio grattugiato e gli spinaci tritati.

In una teglia, foderata con carta da forno, riponete il composto ottenuto, versatevi un filo d’olio e infornate a 180° per 15 minuti.

Nel frattempo preparate il ripieno: in una terrina mescolate il formaggio fresco con le olive denocciolate verdi a pezzetti, regolate di sale e pepe.

Pronta la base di spinaci lasciatela raffreddare e distribuitevi sopra il formaggio fresco appena preparato e, come ultimo strato, adagiatevi il prosciutto crudo. Arrotolate il tutto e riponete in frigo.

Quando il roll sarà freddo procedete tagliandolo a girelle come da immagine e impiattate. Per assicurarvi la perfetta tenuta di ogni rotolino, fermate il tutto con l’ausilio di un bastoncino di legno.

Superfluo dire che questa ricetta si presta a innumerevoli varianti: potete davvero fare affidamento su ciò che troverete in frigorifero. Ad esempio, al posto del formaggio fresco spalmabile, potete usare la ricotta e, al posto del prosciutto crudo, lo Speck Raspini o il Prosciutto Cotto di Alta Qualità Raspini. Non resta che sbizzarrirsi e provare tutte le varianti!

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domenica 17 febbraio 2013

Slouchy Style per il ritorno del controverso John Galliano.

Che si ispira ai capi poveri di Beuys per le passerelle parigine
pubblicato domenica 20 gennaio 2013

Mimmo Jodice - Joseph Beuys - 1979 - stampa ai sali d’argento - cm 40,5x47,5 - courtesy Galleria Massimo Minini, Brescia

Si muovono claudicanti e fintamente trasandati, come solo loro sanno essere, per le esigenze di quel rituale vip che sono le sfilate di moda. A Parigi, in questi giorni, tra gli altri, hanno sfilato anche i modelli di John Galliano, vestiti dallo stilista Bill Gaytten, che per l'autunno-inverno 2013 ha messo addosso ai ragazzi una serie di abiti e accessori morbidi ispirati nientemeno che dalle opere di Joseph Beuys e dagli elementi principali del suo dress-code: il feltro e i maglioni dolcevita, con l'immancabile cappello e cappotto. Una fulminazione che Gaytten ha detto di aver avuto dopo aver osservato le installazioni dell'artista tedesco, di cui ha apprezzato la stile "Slouchy”, letteralmente "ciondolante”. In passerella dunque una serie di cappotti sciolti e fluenti e giacche integrate con maglioni di grandi dimensioni in una tavolozza di colori molto maschili: cammello, grigio, bordeaux, verde oliva e nero. Ma di Beuys ovviamente non si poteva replicare solo il rigore (siamo sempre, in  fondo, in una sfilata) e così si è mischiato tutto l'universo politico, e poetico, del grande comunicatore con  le tinte al neon di calzature modello Teddy Boy. Si è consumata, insomma, l'ennesima cannibalizzazione di uno dei messaggi più forti dell'arte nel Novecento, con un defilé di manichini emaciati. Forse, però, per la maison Galliano questa sfilata potrà portare bene alle sue ultime, turbolente, stagioni: sembra che nel backstage Bill Gaytten non abbia voluto commentare la notizia che il fondatore della Maison Galliano, sia stato invitato a tornare alla moda dopo il famoso scandalo che gli aveva fatto lasciare la sua etichetta. Il pigmalione di questo ritorno? Oscar de la Renta, che avrebbe invitato lo stilista a passare qualche tempo nel suo studio: «John e io ci conosciamo da molti anni e sono un grande ammiratore del suo talento. Ha lavorato a lungo e duramente per il suo recupero e sono felice di dargli l'opportunità di reintegrare se stesso nel mondo della moda e riacclimatarsi in un ambiente in cui è stato così creativo» ha dichiarato lo stilista. Da due anni in terapia per disintossicarsi dell'alcolismo Galliano, licenziato da Dior dopo l'episodio antisemita avvenuto in un bar di Parigi nel 2011, si sarebbe detto profondamente felice di collaborare per qualche tempo con De la Renta.

Premiopoli.


Avete un libro fotografico nel cassetto? Al MIA torna l'International Photobook Dummy Award, e la possibilità di una produzione
pubblicato domenica 20 gennaio 2013

Fabio Castelli, foto di Gianluigi Di Napoli

Il self-publishing è un'attività che, in qualche modo, è sempre stata piuttosto presente nella dimensione dell'arte contemporanea, dalle possibilità dei libri d'artista alla necessità di avere un catalogo con il proprio lavoro messo nero su bianco, a chiudere spesso anche un percorso. In occasione di MIA -Milan Image Art Fair-, la fiera meneghina di fotografia che tornerà, per la sua terza edizione, dal prossimo 10 maggio negli stand del Superstudio Più, per tutti coloro che hanno un libro nel cassetto, a patto che sia di fotografia, c'è la possibilità di partecipare al concorso dell’International Photobook Dummy Award, il prestigioso riconoscimento che premia i migliori prototipi di libri fotografici pronti per la stampa (Dummy) selezionati da una giuria internazionale di esperti del settore: Un'iniziativa che dall'anno accompagna la fiera milanese diretta da Fabio Castelli, da quest'anno diventerà la prima tappa di presentazione dei migliori 50 "Dummy” selezionati, in una mostra che successivamente si sposterà allo spazio Le Bal di Parigi e al Photobook Festival di Kassel. Per il vincitore del concorso la produzione del volume, a cura dell’editore tedesco Seltmann + Söhne, e una presentazione nella rivista European Photography, mentre il secondo e terzo classificato riceveranno un contributo da Blurb, la casa editrice americana d'eccellenza per il self-publish, rispettivamente di 500 e 300 Euro. Come partecipare all'open call? Bisogna compilare l’apposito modulo disponibile sul sito www.fotobookfestival.org e su www.miafair.it: iscrizioni a partire da domani e fino al prossimo 31 aprile. Gratis? Stavolta no: 34 euro. 

Venezia 2013.

Un altro tassello si aggiunge: il giovane Richard Mosse candidato a rappresentare l'Irlanda in laguna
pubblicato sabato 19 gennaio 2013

Richard Mosse, Platon, North Kivu, Eastern Congo, 2012. Digital c-print. Courtesy of the artist and Jack Shainman Gallery.

Il progetto si intitolerà "The Enclave”, e sarà curato dalla direttrice della galleria irlandese Butler di Kilkenny, Anna O'Sullivan. Protagonista sarà un'installazione inedita di Richard Mosse, classe 1980, rappresentato dalla galleria Jack Shainman di New York.
Un lavoro che si preannuncia pervaso da un'estetica che si muove tra il documentario e l'arte contemporanea, a partire dalla situazione del Congo rispetto ai Paesi occidentali, attratti e allo stesso tempo indifferenti nei confronti dei gravi problemi politici che si sono riscontrati nello stato dell'Africa Nera. Su questo argomento Mosse prenderà voce attraverso una serie di immagini realizzate attraverso l'uso di una pellicola fotografica di uso militare, la Kodak Aerochrome. Originariamente sviluppata per le rilevazioni dei soldati in mimetica, la pellicola in questo montaggio filmico diverrà anche una sorta di nuova estetica del paesaggio, virando i toni naturali in colori caldi, quasi psichedelici. 
Con la collaborazione del fotografo Trevor Tweeten, del compositore Ben Frost e del montaggio video di Melody London, Mosse ha creato un'installazione a cinque schermi. Ma quello che risalterà di più sarà la vita del progetto e la denuncia di una situazione che l'Occidente ignora: per due anni Mosse, Tweeten e Frost, sono stati in veste di giornalisti all'interno di gruppi armati che combattono, nomadi, in una zona di guerra tra frequenti imboscate, massacri e sistematica violenza sessuale. «In questo progetto si rende evidente il circolo vizioso che coinvolge il soggetto e l'oggetto. La telecamera provoca un cortocircuito involontario, un reciproco dirottamento di paternità e di autonomia. Senza nessuna sceneggiatura i ribelli congolesi restituiscono il loro sguardo alla macchina da presa, in modo conflittuale e accusatorio. La camera sembra ipnotizzare e provocare tutti, e la nostra precaria presenza rivela una sfida ambigua con lo straniero, la vulnerabilità e anche una sorta di accusa» ha rivelato l'artista, che vanta già partecipazioni al Barbican di Londra, al Musée des beaux-arts de Montréal, al Museum of Contemporary Art e al San Francisco Museum of Modern Art, nonché vincitore di una borsa di studio targata Guggenheim.

sabato 16 febbraio 2013

TV addicted artists:

a Los Angeles quaranta grandi nomi per una mostra ispirata alla celeberrima serie televisiva “Lost”
pubblicato domenica 20 gennaio 2013

Jim Shaw, Pollock & Lollypops, 2007, Ex. Unico, Acrilico su mussola di cotone, 510 x 600 cm - Courtesy Galleria Massimo De Carlo

Negli anni '90 la serie televisiva più appassionante per gli artisti probabilmente era stata "Twin Peaks”, il noir ideato da David Lynch e Mark Frost sul misterioso omicidio di Laura Palmer. Quella che invece ha fatto appassionare mezzo mondo nel nuovo millennio è stata, con buona probabilità, "Lost”, dove una serie di superstiti a un disastro aereo lotta con le forze soprannaturali di un'isoletta non ben precisata nel bel mezzo dell'oceano Pacifico. Un tema che in una città con un retroterra di "spettacolo” come Los Angeles ora diventerà una mostra,  visibile alla L.A. Municipal Gallery, che dalla prossima settimana metterà in scena le opere di 40 artisti, tra cui Jim Shaw, Tatiana Trouvé e il compianto Mike Kelley. A cura di Marc-Olivier Wahler, l'esposizione sarà una coproduzione tra la città di Los Angeles e il Palais de Tokyo di Parigi. 
Il curatore ha affermato che l'idea gli è venuta dopo aver parlato con diversi artisti, entusiasti della serie TV. Eppure la mostra, per fortuna, non sarà solo dedicata al relitto di una fusoliera, e alle visioni dei protagonisti del serial, ma avrà come tema una serie di concetti relativi allo spostamento e alla perdita dell'orientamento. Un approccio che collima bene con l'identità della città "lontana”, come l'aveva definita Jean Luc Nancy.  Un'esposizione che servirà anche come esorcismo, visto che molti dei partecipanti hanno dichiarato che a Los Angeles la gente si può davvero perdere nel nulla. Lo afferma Marnie Weber, che dice che dagli anni '70 e '80 ha visto scomparire interi gruppi di persone. Lo ribadisce Shaw con i suoi video e anche Laurent Montaron, che trasmetterà le voci di alcuni conoscenti defunti dal parco nei pressi della galleria, che verranno mandati attraverso onde captabili sulle frequenze radio. Insomma, ci sono un po' tutti gli ingredienti per un ottimo serial: i grandi nomi, il mistero di "Lost” e qualche defunto senza storia, degno di un "Twin Peaks” rivisitato. Estetica per un successo, nella città che inghiotte.

venerdì 15 febbraio 2013

MEMORIACINEMA 2013 16 e 17 febbraio all'Ecomuseo del Litorale Romano


MEMORIACINEMA 2013
Rassegna di Cinema Documentario a del reale
sulla storia delle Genti e dei Territori
Cinebiografie
SABATO 16 FEBBRAIO ore 15,00

Doc Autori / Paolo Isaja e Maria Pia Melandri
Poi venne la casa vera (2012)
DOMENICA 17 FEBBRAIO ore 10,30
Essai Ritorni / Paolo e Vittorio Taviani
Padre Padrone (1977)
AL TERMINE DELLE PROIEZIONI
Incontri sul Cinema Documentario e del reale con Paolo Isaja 
 
L'ngresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito. 
Sala Visioni dell' ECOMUSEO DEL LITORALE ROMANO 
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mercoledì 13 febbraio 2013

Marco Formisano, Il corpo separato

Fino al 3.III.2013
Marco Formisano, Il corpo separato
Milano, Studio d’Arte Cannaviello
Di scena sono volti deformati su lastre metalliche e immersi in teche di plexiglass ricolme d’acqua corretta con acido o cloruro ferrico per rappresentare processi di corrosione della materia pittorica come metafora della fragilità dell’esistenza umana

pubblicato mercoledì 13 febbraio 2013
Marco Formisano (1983), napoletano dalla personalità tellurica, che ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Napoli, esperto di arti grafiche e d'incisioni, trasferito a Milano, dove vive e lavora, debutta con una imperdibile personale nello Studio d'Arte Cannaviello con un ciclo di opere dal 2008 al 2012, carico di pathos drammatico, fondato su una solida tradizione che va da  espressionisti come Munch a Bacon e la Process Art che, attraverso una riformulazione di volti maschili e femminili, indaga i processi di distruzione e nel contempo di riformulazione della figura e del cambiamento della visione.
I suoi ritratti disumani, alla Dubuffet, sono dipinti con un mix esplosivo di bitume, resina, olio su lastre di acciaio zincato che, a contatto con l'acqua e l'acido dosato consapevolmente dall'autore, con il passare del tempo assumono altre sembianze e deformazioni imprevedibili. Nelle due sale della galleria scorgerete un trait d'union tra i dipinti su lastre e i disegni a carboncino per un segno sintetico, di eco primitivista, paragonabile a quello adottato nelle incisioni e nelle xilografie degli espressionisti tedeschi nei primi anni del Novecento.
Marco Formisano, Untitled, 2011, 2011. Bitume, resina, olio su lastra di acciaio zincato, 130x50
Formisano, attraverso un processo di analisi sulla materia pittorica ci invita a riflettere sul tempo e sui processi mentali della re-visione, superando i manierismi di troppi artisti epigoni della Transavanguardia, che ha influenzato le ultime generazioni di pittori. La mostra è consigliata a tutti quelli che erroneamente pensano che la pittura sia solo "acqua passata", perché le opere di Formisano trasformano una tecnica pseudo-chimica originalissima in un linguaggio drammatico iconoclasta, in cui corrosione e rigenerazione sono complementari come la vita e la morte.
Tra i ritratti esposti di persone che gravitano intorno alla quotidianità dell'autore, qui effigiati come tragiche icone o maschere antieroiche, si riconosce il volto di Enzo Cannaviello, autentico e febbrile talent scout di talenti nell'ambito della pittura e inquieta una misteriosa figura che ricorda la Gioconda, tutti destinati a bagni acidi come le altre opere in attesa di future apparizioni.
Quando i suoi ritratti si separeranno dalle loro naturali sembianze per diventare un groviglio di materiali bituminosi in balia del tempo resta un mistero.

Jacqueline Ceresoli

mostra visitata il 17 gennaio

dal 17 gennaio al 3 marzo 2013
Marco Formisano, Il corpo separato
Studio d'Arte Cannaviello
Via A. Stoppani, 15 - (20129) Milano
Orari: da martedì a sabato 10.30-19.30
Info: tel. 02 87213215, info@cannaviello.netwww.cannaviello.net





martedì 12 febbraio 2013

Saluto a Roma di Caio Rutilio Namaziano




Del tuo mondo, bellissima regina,
o Roma, ascolta;
ascolta, nell’empireo ciel accolta
madre, non pur degli uomini
ma di celesti.
Noi siam presso al cielo per i templi tuoi.
Ore te, quindi cantisi sempre,
 finché si viva;
dimenticarti e vivere
chi mai potrebbe, o diva?
prima del sole negli uomini
vanisca ogni memoria,
che il ricordo, nel cuor, della tua gloria.
Già, come il sol risplendere
per tutto, ognor, tu sai.
Dovunque il vasto Oceano
ondeggia, ivi tu vai.
Febo che tutto domina
si volge a te: da sponde
romane muove, e nel tuo mar s’asconde.
Co’ suoi deserti Libia
non t’arrestò la corsa;
non ti respinse il gelido
vallo che cinge l’Orsa;
quanto paese agli uomini
vital, Natura diede,
tanta è la terra che pugnar ti vede.
Desti una patria ai popoli
dispersi in cento luoghi:
furon ventura ai barbari
le tue vittorie e i gioghi;
ché del tuo diritto ai sudditi
mentre il consorzio appresti,
di tutto il mondo una città facesti.

Caio Rutilio Namaziano
Traduzione di Giosuè Carducci



Testo latino


« Exaudi, regina tui pulcherrima mundi,
inter sidereos, Roma, recepta polos;
exaudi, genetrix hominum genetrixque deorum:
Non procul a caelo per tua templa sumus.
Te canimus semperque, sinent dum fata, canemus:
Sospes nemo potest immemor esse tui.
Obruerint citius scelerata oblivia solem
quam tuus e nostro corde recedat honos.
Nam solis radiis aequalia munera tendis,
qua circumfusus fluctuat Oceanus;
volitur ipse tibi, qui continet omnia, Phoebus
eque tuis ortos in tua condit equos.
Te non flammigeris Libye tardavit arenis;
non armata suo reppulit ursa gelu:
Quantum vitalis natura tetendit in axes,
tantum virtuti pervia terrae tuae.
Fecisti patriam diversis gentibus unam;
profuit iniustis te dominante capi;
dumque offers victis proprii consortia iuris,
Urbem fecisti, quod prius orbis erat. 



Claudio Rutilio Namaziano (latino: Claudius Rutilius Namatianus; fl 414-415; ... – ...) è stato un poeta romano e un politico romano di nobile famiglia gallo-romana.








RASPINI RICETTE

Gentile Lettore,

questa nuova rubrica nasce dal desiderio di raccontare le specialità culinarie della nostra Penisola, viaggiando alla scoperta del gusto. In ogni tappa presenteremo tipicità territoriali in piatti ispirati alla tradizione.
In occasione della festa di San Valentino che è alle porte, iniziamo il nostro viaggio da Verona, la città simbolo degli innamorati di tutti i tempi come Shakespeare in “Romeo e Giulietta” ci insegna.

Buona lettura,

MARKETING RASPINI
Antipasto - POLENTA ACCOMPAGNATA DA SALUMI

La polenta è un piatto tipico di Verona le cui origini risalgono alla metà del XVI secolo. Le coltivazioni intensive della zona di Villa D’Adige, ai confini con la pianura veronese, ne hanno determinato l’inserimento nella gastronomia locale. In questa occasione la accompagniamo con affettati misti!

Ingredienti per 4 persone:
- 200 g di Salame Piemonte Crespone
  Raspini
- 200 g di Lardo Raspini
- 200 g di Coppa Dolce Raspini
- 350 g di funghi porcini
- 500 g di farina gialla di mais a
  grana grossa
- olio extra vergine di oliva
- 1 cucchiaio di sale grosso
- sale fino, pepe, prezzemolo tritato
  e rosmarino q.b.
- 1 spicchio d’aglio
Tempo di preparazione: 20 min + 50 min di cottura

Difficoltà: media

Preparazione: mentre portate a bollore l’acqua salata per cucinare la polenta, preparate i funghi trifolati pulendoli con cura e tagliandoli a fette. Riscaldate in una padella un filo d’olio con uno spicchio d’aglio. Quando risulterà dorato unitevi i funghi e lasciateli cuocere per una decina di minuti, dopodiché aggiungete sale, pepe e prezzemolo e lasciate cuocere per altri 2 minuti. Ora passate alla preparazione della polenta, versando nell’acqua in ebollizione 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva e 1 cucchiaio di sale grosso. A poco a poco aggiungete la farina di mais, avendo cura di mescolare bene per non formare i grumi. Pian piano la polenta si addenserà: nel caso fosse troppo dura basterà ammorbidirla con un po’ di acqua calda. La parte più lunga della preparazione è proprio la cottura: sarà pronta dopo circa 50 mi! nuti. Non temete di farla scuocere: più cotta è, più buona è! Qualche minuto prima della cottura riscaldate i funghi. Potrete così impiattare la polenta: versatela fumante al centro del piatto, adagiatevi sopra i funghi e accompagnatela con i salumi disposti lateralmente. Decorate con del rosmarino e il vostro antipasto sarà perfetto!

Primo - TORTELLI DI RADICCHIO ROSSO DI VERONA E PROSCIUTTO CRUDO

Le prime coltivazioni di radicchio rosso di Verona negli orti cittadini risalgono alla fine del XVII secolo. Delizioso in tutte le declinazioni, in questa ricetta è protagonista, insieme al prosciutto crudo, sia nel ripieno dei tortelli che nel condimento.

Ingredienti per 4 persone:

- 200 g di Prosciutto Crudo San
  Daniele Raspini
- 3 uova
- 150 g di farina di grano tenero
- 150 g di farina di semola
- 200 g di radicchio di Verona
- 1 cipolla
- 200 g di ricotta
- olio extra vergine di oliva
- 1 cucchiaio di sale grosso
- 50 g di pane grattugiato
- 30 g di parmigiano
- sale fino, pepe e noce moscata q.b.

Tempo di preparazione: 45 min

Difficoltà: media

Preparazione: su un piano di lavoro disponete entrambe le farine a fontana, riponendo al centro le uova. Impastate aggiungendo progressivamente la farina al centro. Ottenuto un impasto omogeneo, stendetelo con l’ausilio del mattarello fino a renderlo sottile. Preparate il ripieno facendo soffriggere la cipolla con un cucchiaio d’olio, unitevi poi il radicchio tritato a pezzi (lasciate da parte giusto 2 foglie per il condimento), regolate di sale e fate cuocere per circa 20 minuti. Aggiungete quasi tutto il prosciutto crudo tagliato a piccoli pezzettini, la ricotta, la noce moscata e il parmigiano e tritate con un mixer. Disponete il ripieno a intervalli su metà della sfoglia (potete usare una sac à poche o un cucchiaio), distanziando sufficientemente per poi formare i tortelli. Coprite con la sfoglia restante e ricavate dei quadrati con una rotella dentellata. Sigillate bene i 4 ! lati di ogni tortello. Mentre portate l’acqua salata a bollore, fate rosolare le 2 foglie di radicchio tritato in una padella antiaderente aggiungendo un filo d’olio e del sale. Immergete i tortelli nell’acqua bollente che, non appena saliranno a galla, saranno pronti. Scolateli e fateli saltare in padella con il radicchio e il prosciutto restante a pezzettini. Impiattate aggiungendo un filo d’olio crudo e del pepe a piacere.

Contorno - SFORMATO PATATE, VERZA E PANCETTA

Patate e verza: una ricetta tipica del veronese. La patata rossa del Guà - coltivata nella zona fra i fiumi Guà e Fratta (comuni di Cologna Veneta, Roveredo di Guà, Pressano, Zimella, Lonigo e Montagnana) - ha forma allungata e regolare, una buccia sottile, chiara, intatta e lucida ed è in attesa del marchio D.O.P. La pancetta rende ancora più gustosa questa ricetta dalla semplice preparazione.

Ingredienti per 4 persone:

- 150 g di Pancetta Affumicata Raspini
- 600 g di patate bollite
- 400 g di verza
- 2 cipolle
- 1 spicchio d’aglio
- 50 g di parmigiano
- sale e pepe q.b.
- 250 ml di acqua

Tempo di preparazione: 30 min + 40 minuti di cottura

Difficoltà: facile

Preparazione: pulite e tagliate a listarelle la verza. Tritate finemente le cipolle e fatele rosolare in una padella antiaderente con dell’olio e lo spicchio d’aglio. Aggiungetevi la verza e lasciatela ammorbidire con sale e pepe. Fate stufare per 20 minuti. Intanto tagliate a tocchetti le patate bollite e la pancetta affumicata. In un pirofila cosparsa d’olio, versatevi la verza, le patate e la pancetta. Regolate di sale e pepe. Unitevi 250 ml di acqua, coprite con della carta stagnola e infornate in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti. Rimuovete l’alluminio 10 minuti prima della fine della cottura. Come contorno o come secondo, il piatto è servito!

Buon appetito, buona festa degli innamorati e arrivederci alla prossima tappa!

domenica 10 febbraio 2013

CRT - Poi venne la Casa Vera


L’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenzae la Biblioteca della Casa della memoria e della storia
invitano alla visione di 
 
POI VENNE LA CASA VERA
un film di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri
 
 
GIOVEDI 14 FEBBRAIO ore 17,00Casa della memoria e della storia
via Francesco di Sales, 5 (Roma) 
  
 
 
Sinossi breve
La storia del “problema casa” a Roma dal dopoguerra ad oggi, raccontata attraverso le testimonianze dirette di oltre trenta personaggi che, a vario titolo, hanno condiviso le tragiche esperienze dell’immigrazione a Roma, della lotta per la casa, il lavoro e i diritti civili, e che hanno partecipato al movimento cooperativo democratico per l’abitazione di cui fu fondatore Virgilio Melandri. Un nome dimenticato del quale oggi si riscopre il ruolo fondamentale avuto nel processo di formazione degli organismi rappresentativi delle istanze di umanizzazione del vivere cittadino (primo fra tutti le storiche “Consulte Popolari”), per il quale si guadagnò l’appellativo di “urbanista dei poveri”.
 
INFO: 06.5651764
 
 
 
 
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Addio Richard Artschwager.

L'annuncio della scomparsa arriva da Gagosian, a pochi giorni dalla retrospettiva del Whitney
pubblicato domenica 10 febbraio 2013

Blps sulla High Line, parte della retrospettiva di Artschwager

Ve l'avevamo annunciato qualche tempo fa, in onore di una collaborazione, quella tra il Whitney e la High Line, che aveva scelto Richard Artschwager e i suoi totem, Blps, ad inaugurare una cooperazione che diverrà sempre più forte, in attesa del trasferimento del museo newyorkese a Meatpacking District. Ma Richard Artschwager ieri è scomparso, a 89 anni (era nato il 26 dicembre 1923), a pochi giorni dal termine della sua retrospettiva. Ad annunciarlo è stata la sua galleria, Gagosian, che ha lasciato un breve comunicato sulla sua pagina web: «Per più di cinquant'anni, Richard ha forgiato un ricco percorso come cane sciolto, confondendo i generi ed i limiti dell'arte, cambiando per sempre il modo in cui visualizzare e comprendere lo spazio e gli oggetti di uso quotidiano che lo occupano. Siamo onorati di essere stati coinvolti professionalmente e personalmente con Richard per tanti anni, e di essere stati testimoni della sua vita, valorizzazione dell'arte». Nato in Prussia, si era avvicinato all'arte a metà degli anni '50, con l'Espressionismo Astratto, arrivando poi ad una modalità realista negli anni '60 e passando a modelli architettonici (i Blps di cellotex, appunto) nel corso dei '70. Gagosian, inoltre, ha ricordato tutte le più grandi partecipazioni: oltre all'ultimo "giro” al Whitney l'artista era stato in scena al Centre Pompidou, nel 1989, al Deutsche Guggenheim di Berlino nel 2003, e al Kunstmuseum Winterthurm, sempre nel 2003, entrando nelle collezioni permanenti di MoMA, Art Institute di Chicago, Museum Ludwig di Colonia e la Fondation Cartier di Parigi. Nel corso di quest'anno la mostra "Richard Artschwager!", sarà inoltre in tour all'Hammer Museum di Los Angeles e alla Haus der Kunst, a Monaco di Baviera.

venerdì 8 febbraio 2013

Latina - Selezioni Primo maggio


Blaise Pascal (1972) DOMENICA 10 FEBBRAIO ore 10,30


MEMORIACINEMA 2013
 
 
SABATO 09 FEBBRAIO ore 15,00

Doc Autori / Oliver Stone

Comandante (2003)
 
 
DOMENICA 10 FEBBRAIO ore 10,30
Essai Ritorni / Roberto Rossellini
Blaise Pascal (1972)
 
AL TERMINE DELLE PROIEZIONI
Incontri sul Cinema Documentario e del reale con Paolo Isaja 

 
 
 
 
 









L'ngresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito. 
 
 
Sala Visioni dell' ECOMUSEO DEL LITORALE ROMANO 
via del Fosso di Dragoncello 172 (Area Impianto Idrovoro Ostia Antica) 
 
 
 
 
************************************************** 
CRT - Cooperativa Ricerca sul Territorio
Ecomuseo del Litorale Romano
[Tel] +39 3388572997 / + 39 06 5650609
[email] info@ecomuseocrt.it

mercoledì 6 febbraio 2013

CANONE RAI: ritardato pagamento.


NOVECENTO ARTE E VITA IN ITALIA TRA LE DUE GUERRE



Forlì, Musei di San Domenico
2 febbraio - 16 giugno 2013

Dal 2 febbraio al 16 giugno, nella prestigiosa sede dei Musei San Domenico di Forlì, sarà possibile visitare l'esposizione Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì. La mostra, che abbraccia il periodo che va dal primo dopoguerra fino alla metà degli anni '40, intende rievocare un clima che ha visto non solo architetti, pittori e scultori, ma anche designer, pubblicitari, ebanisti, orafi, creatori di moda cimentarsi in un grande progetto comune che rispondeva, attraverso una profonda revisione del ruolo dell'artista, alle istanze di ritorno all'ordine. Il modello di una ritrovata armonia tra tradizione e modernità sostenuto da questi artisti - tra cui Casorati, Funi, Sironi, Carrà, Wildt e Martini - ebbe il sostegno da parte del regime che era alla ricerca della definizione di un'arte di Stato. La mostra rievoca le principali occasioni in cui gli ar! tisti si prestarono a celebrare l'ideologia e i miti proposti dal Fascismo, alla ricerca di un nuovo rapporto tra le esigenze della contemporaneità e la tradizione, tra l'arte e il pubblico.


martedì 5 febbraio 2013

RASPINI ricette

Gentili Lettori,

tra una settimana è martedì grasso! La festa più dolce e divertente che ci sia!
Perché allora non divertirsi a preparare qualche piatto a tema? Basta un po’ di fantasia per realizzare nuove idee in cucina, rendendo partecipi anche i più piccini!
Preparate queste ricette per una merenda o una festa di Carnevale, sorprenderete e rallegrerete tutti!

Buona lettura,
MARKETING RASPINI
Insalata Russa Fantasia

Ingredienti per 4 persone:

- 150 g di Prosciutto Cotto a
  Cubetti Raspini
- 200 g di piselli
- 150 g di carote
- 350 g di patate
- 50 g di cetrioli in salamoia
- 80 g di olive verdi denocciolate
- 200 g di maionese
- 2 olive nere snocciolate
- 2 pomodori di media dimensione
- foglie di insalata verde e sedano
  per decorare
- olio, sale, aceto normale e
  balsamico q.b.


Tempo di preparazione: 20 minuti + 1 ora di riposo in frigorifero

Difficoltà: facile

Preparazione: pulite le patate e le carote e tagliatele a cubetti. Portate l’acqua a bollore e immergetevi prima le patate e, dopo un paio di minuti, le carote in modo che, al momento di scolarle, rigorosamente al dente e al massimo dopo 8 minuti, siano cotte ma croccanti al punto giusto. A questo punto lasciatele raffreddare, versate in una ciotola, unitevi i piselli (quelli in scatola andranno benissimo), i cetrioli fatti a dadini, le olive verdi a pezzettini, il prosciutto a cubetti, un cucchiaio di olio, mezzo di aceto, la maionese, regolate di sale e amalgamate. Riempite 4 stampini tondi, o della forma desiderata, e lasciate risposare in frigo per almeno 1 ora. Trascorso il tempo utile rimuovete lo stampo e sistemate l’insalata russa nei piatti con foglie di lattuga. Decorate con le coccinelle realizzate ciascuna con la metà di un pomodoro, mezza oliva nera per la testolina e 2 pezz! ettini di sedano per le antennine. Disegnate i puntini che le caratterizzano con l’aceto balsamico.

Pizzette Allegre

Ingredienti per 4 persone
- 1 confezione (80 g) di Prosciutto Cotto
  di Alta Qualità Raspini-Disney in
  vaschetta
- 2 fette di Salame Pelafacile Raspini
- 1 pomodoro
- 1 peperone rosso e uno giallo
- olive verdi e neredenocciolate q.b.
- salsa di pomodoro e rosmarino q.b.
- 500 g di farina
- 250 ml di acqua
- 1 bustina di lievito di birra
- 10 g di sale
- 35 g di zucchero
- 3 mozzarelle
- 20 ml di olio di oliva

Tempo di preparazione: 30 minuti + 2 ore di riposo

Difficoltà: media

Preparazione: disponete la farina a fontana su un piano di lavoro, al centro sciogliete il lievito con dell’acqua tiepida e portatela, a poco a poco, verso l’interno, unendo sale, zucchero e olio. Impastate il composto. Coprite con degli strofinacci e lasciate riposare per un paio di ore. Nel frattempo preparate gli ingredienti per farcire la pizza: tagliate la mozzarella a dadini privandola dell’acqua, il prosciutto a listarelle a mo’ di capelli, ricavate delle fette di salame tagliandole a metà per renderle simili a una bocca, create delle forme geometriche con i peperoni per il fiocco, ottenete dalle olive dei cerchietti per gli occhi. Trascorso il tempo utile lavorate ancora un po’ l’impasto su un piano infarinato e stendetelo per ricavare le pizzette. Condite con salsa di pomodoro e mozzarella e infornate a 200° gradi per circa 15/20 minuti a seconda dell! o spessore delle pizzette. A cottura quasi ultimata tirate fuori le pizzette, farcitele come da immagine e infornate ancora un paio di minuti per ultimare la cottura. Le vostre pizzette sorridenti sono pronte!

Dolci Maschere:

Ingredienti per 4 persone:

- 300 g di farina
- 2 uova intere + 2 albumi
- 100 g di zucchero
- 400 g di zucchero a velo
- 100 g di burro
- ½ limone
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- 100 g di codette colorate

Tempo di preparazione: 40 minuti + 30 minuti di riposo

Difficoltà: media

Preparazione: iniziate a creare la pasta frolladisponendo la farina a fontana e aggiungendovi, al centro, le 2 uova, lo zucchero, il burro lasciato ammorbidire, la scorza grattugiata di mezzo limone e il lievito. Dal centro verso l’interno unite, a poco a poco, la farina e impastare fino a ottenere un composto omogeneo. Avvolgete la frolla nella pellicola e lasciate riposare in frigo per 30 minuti. Nel frattempo preparate la ghiaccia reale per decorare le maschere. Montate a neve gli albumi con l’ausilio di una frusta, unite il succo di mezzo limone e lo zucchero a velo: la ghiaccia è pronta. Trascorsi i 30 minuti in frigo, formate le maschere con la pasta frolla. Se preferite non ritagliarle a mano libera, usate come guida una mascherina già pronta di cartone. Infornate le mascherine a 180° per 10 minuti. Una volta sfornate, lasciate raffreddare, decorate con la ghiaccia rea! le e le codette colorate.

Avete così realizzato tre allegre idee per festeggiare il Carnevale in compagnia! Lascerete contenti e stupefatti grandi e piccini!


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sabato 2 febbraio 2013

Accademie di Belle Arti come Università?

Figuriamoci! Il “Testo Scalera” non passa alla VII Commissione Cultura
pubblicato lunedì 21 gennaio 2013

cortile dell'Accademia di Brera, Milano

Chi pensava che qualcosa fosse, nell'immediato, destinato a cambiare nella vita ma soprattutto nella legislazione, delle Accademie di Belle Arti italiane, dovrà ricredersi. Verrebbe da dire come al solito, ma riassumiamo i fatti, anche se vi basterà forse ricordare l'intervento, sulla nostra Lavagna, di Miriam Mirolla e Vita Segreto, docenti all'Accademia di Roma, che ci avevano raccontato i loro perché intorno a quella che pare una riforma necessaria, per far fronte al sistema dell'Alta Formazione Artistica e Musicale rispetto ai normali atenei, definito dalle due critiche proprio sulle pagine di Exibart come "ambiguo e autoreferenziale, che non è più scuola ma non è ancora università”, e dove "non funziona l'insostenibile disparità di trattamento tra studenti accademici e studenti universitari, tra docenti accademici e docenti universitari, che non trova corrispondenza in nessun sistema europeo e mondiale”. Il testo Scalera, discusso nella VII Commissione Cultura, e che tanto avrebbe portato alla nuova vita delle Accademie, riassumile in due punti fondamentali composti dalle riforme necessarie all'Italia, per l'allineamento del Paese al resto delle grandi nazioni europee a livello di Formazione Artistica, non è passato. I tre emendamenti sulla trasformazione universitaria delle Accademie di Belle Arti sono stati bocciati per pochissimi voti di differenza. I voti a favore sull'emendamento sono arrivati dal Governo Tecnico, Popolo delle Libertà, Futuro e Libertà, Popolo e Territorio e da alcuni deputati del Gruppo Misto. Contro, come riporta Mirolla «dopo una serie di inenarrabili ostruzionismi volti ad impedire l'effettiva votazione del Testo di Legge, hanno votato no il Partito Democratico, l'Italia dei Valori, l'UDC, la Lega Nord Padania e i rimanenti deputati del Gruppo Misto». Ora? Ora che questa riforma si aspetta da circa 15 anni è, secondo la docente e critica, necessario «prendere atto della storica responsabilità che il Partito Democratico e in generale la sinistra italiana si sono assunti in questa occasione, bocciando una indispensabile riforma che le Accademie e il mondo dell'Arte attendono da tempo, escludendo ancora una volta l'Italia dalla competizione internazionale con il resto d'Europa e del mondo, in un ambito in cui il Belpaese ha primeggiato per secoli». E da Roma, ora, si passa ad un nuovo contrattacco, con un incontro pubblico il prossimo 28 gennaio alle 10. Tutti preallertati, per sbloccare una situazione a dir poco paludata e che di certo non fa bene alle scuole, perché di università ancora non si tratta, targate AFAM.

Tomás Saraceno “vola” da Milano a Bologna.

Palazzo Sassoli de’ Bianchi eccezionalmente aperto in occasione di Artefiera, con alcune opere dell'artista
pubblicato lunedì 21 gennaio 2013

Tomas Saraceno, On Space Time Foam, Hangar Bicocca, Milano 2012

All'Hangar della Bicocca, dove On space time foam chiuderà il prossimo 3 febbraio, è stato un bagno di folla, con file interminabili nei week end per salire sui grandi "palloni” trasparenti del cubo del grande spazio. 
Ma Tomás Saraceno non lascia l'Italia, e anzi raddoppia la sua presenza per alcuni giorni. In occasione di Artefiera, infatti, Bologna aprirà eccezionalmente le sale della Galleria della Meridiana, al Piano Nobile di Palazzo Sassoli de’ Bianchi, al 14 di via Farini, con alcune installazioni dell'artista scelte in collaborazione con la galleria Pinksummer di Genova. Le visite saranno a stretto giro di prenotazione, dal 25 al 27 gennaio, e su invito giovedì 24. Già si preannuncia un incontro particolarmente suggestivo, dove le costruzioni dell'artista argentino dialogheranno con la grande linea della meridiana realizzata nel 1674 dall’astronomo Montanari, che attraversa longitudinalmente tutta la sala, con la volta affrescata da Domenico Santi, detto il Mengazzino, e dal pittore Bartolomeo Morelli, detto il Pianoro. Un'occasione per tutti coloro che si sono persi l'installazione milanese, e un ulteriore modo per fare esperienza dei suoi lavori fluttuanti in un contesto decisamente insolito e quanto mai adatto per un artista in grado di lavorare sulla morfologia dello spazio occupato con razionalità e leggerezza. 

Dall'Estremo Oriente all'America Latina.

Tutti gli incroci dell'arte e della geografia all'undicesima Biennale di Sharjah. Ecco qualche anteprima
pubblicato mercoledì 23 gennaio 2013

Hala Elkoussy - On red nail, palm trees and other icons. Al Archief (Take 2) - 2009 - materiali vari - veduta dell’installazione alla Sharjah Biennial 9

Biennale di Sharjah quasi pronta al taglio del nastro della sua 11esima edizione.
Sono stati annunciati in queste ore, infatti, le 37 nuove commissioni che la Sharjah Art Foundation (SAF) ha lanciato, e la restante settantina di artisti che saranno in mostra negli Emirati dal prossimo 13 marzo. Il concept curatoriale di quest'anno, firmato da Yuko Hasegawa, non poteva forse essere più indicativo della situazione che vivono quotidianamente gli Emirati Arabi Uniti, incrocio di culture e porto dell'Occidente, sia dell'Est che dell'Ovest, dai forti connotati identitari che non si smentiscono nell'architettura tradizionale, elemento attraverso il quale si propone una nuova cartografia culturale che riconsidera le relazioni tra il mondo arabo, l'Asia, l'Estremo Oriente  attraverso il Nord Africa in America Latina.
E visto che la manifestazione, nata nel 1993, si sta consolidando come una delle rassegne più giovani e interessanti nel panorama contemporaneo, non è un caso che questa nuova edizione segnerà anche l'apertura di cinque nuovi spazi dedicati all'arte nella zona dell'Heritage: 20mila metri quadrati adibiti alle attività di SAF e della sua promozione dell'arte nella città e nella zona del Golfo. Oltre ad un massiccio panorama di party, serate e ad una nutrita sezione dedicata al cinema, con esperti provenienti da ogni angolo del globo, va segnalata la presentazione de "New Cultural Cartography” alla Tate, il prossimo 26 gennaio, con il presidente della Sharjah Art Foundation Hoor Al-Qasimi, Yuko Hasegawa, l'artista Wael Shawky, gli accademici Sarat Maharaj e John Hutnyk moderati da Daniel Marko. Un'anteprima dove Tate e SAF sperano di aprire un dibattito intorno  alle domande più importanti dell'arte contemporanea internazionale. A proposito, come immaginate il parterre degli artisti? Ovviamente mondiale. Ecco alcuni nomi: Burak Arikan, Tony Chakar, Thomas Demand, Mohamed Ali Fadlabi, Valia Fetisov, Simon Fujiwara, Carsten Höller, Gabriel Lester, Pedro Reyes, Shahzia Sikander, Liu Wei, Ernesto Neto, Gabriel Orozco, Anri Sala e Superflex. 

A Trevi Palazzo Lucarini festeggia la sua attività

I vent'anni dell'arte. A Trevi Palazzo Lucarini festeggia la sua attività con “Galleria Cinica”, riservando spazio a sei giovanissimi
pubblicato mercoledì 23 gennaio 2013

Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi. logo

L'ex Flash Art Museum si rinnova, non solo grazie all'Associazione culturale "Palazzo Lucarini Contemporary", che ha portato al nome di Palazzo Lucarini, il sintomo dell'avvicinamento ad una dimensione più in linea con le pratiche degli ultimi tempi, ma anche con il nuovo progetto curato da Carla Capodimonti, "Galleria Cinica". Stiamo parlando di una serie di giovanissime proposte curatoriali, che avranno un'ala del museo ad esse dedicate e sei mostre dove i protagonisti saranno un gruppo di artisti di ultima generazione. Nessun compianto per il passato né mostre "Ad memoriam” per mettere in scena il "best of” dell'istituzione di Trevi, ma uno spazio nello spazio, voluto dal direttore artistico Maurizio Coccia e Mara Predicatori, responsabile dei servizi educativi, che hanno ideato la prospettiva di dare una possibilità a chi si affaccia al mondo dell'arte in questi tempi. Una galleria dove cinico è gioco di parole con "civico”, riferimento alle migliaia di musei e gallerie civiche di ogni comune della penisola, ma anche con l'autonomia dell'arte e l'indifferenza delle giovani pratiche rispetto ai suoi "sistemi” di diffusione, promozione e mercato dominanti. A Trevi la "Galleria Cinica” dei giovani sarà un esperimento per verificare a che punto è lo stato dell'arte disinteressata del presente, per mettere in luce uno sguardo "cosciente” sul nostro tempo. Dopo quasi vent'anni di Flash Art Museum (dal 1993 al 2007), la prima partita dei "vent'anni dell'arte”, nel senso delle giovani promesse, inizierà sabato con la mostra di un trentenne, Diego Petroso, nato a Napoli nel 1983. In questo caso in scena vi sarà una riflessione sulla pratica più antica dell'arte, la pittura, attraverso la pittura stessa, nell'indagine di quello che è l’avvicinamento fisico e spirituale dell’artista verso la tela. Un avvicinamento senz'altro emblematico per vedere cosa ci riserva il futuro della giovane arte italiana, con una "collezione temporanea" che al termine del ciclo, avrà dato una dimostrazione diretta delle sue capacità.